Perché gli esperti raccomandano di tenere lo smartphone a distanza e non metterlo accanto al letto quando si dorme: ecco i motivi.
Nell’era digitale, l’abitudine di caricare il telefono accanto al letto è ormai consolidata ma gli esperti di salute del sonno e igiene digitale invitano a rivederla. La raccomandazione è chiara e supportata da evidenze scientifiche: per migliorare la qualità del riposo notturno, è opportuno mantenere il telefono a una distanza di almeno un metro dal letto. Tale distanza non solo riduce i rischi legati al surriscaldamento del dispositivo, ma soprattutto favorisce uno stato mentale più rilassato, evitando che il cervello resti in allerta anche durante la notte.
Perché evitare di caricare il telefono vicino al letto
L’immagine di molti è familiare: la luce blu dello schermo che illumina la stanza prima di addormentarsi, il cavo di ricarica appoggiato sul cuscino o sul comodino, a portata di mano. Tuttavia, questa vicinanza, pur sembrando pratica, può compromettere il sonno.
Gli esperti spiegano che il cervello interpreta la luce e le notifiche come stimoli, mantenendo un costante stato di semi-allerta. Anche con il volume disattivato, la semplice presenza del telefono nei pressi del letto agisce come una sorta di “ancora mentale”, impedendo al cervello di “spegnersi” e di entrare nelle fasi più rigeneranti del sonno. Questo fenomeno è paragonabile a una finestra del nostro “browser interiore” che rimane sempre aperta, alimentando l’impulso a controllare lo schermo anche durante la notte.
Un ulteriore rischio concreto è legato al potenziale surriscaldamento del dispositivo. L’uso di caricabatterie economici o cavi danneggiati, unito al fatto di posizionare il telefono sotto il cuscino o tra i tessuti, crea condizioni favorevoli per un aumento della temperatura che può diventare pericoloso, soprattutto se il telefono è a pochi centimetri dal viso durante il sonno.

I motivi per cui non bisogna mettere il telefono accanto al letto – fingertalks.it
Secondo gli specialisti del sonno e della sicurezza digitale, il consiglio è di collocare il telefono in carica a una distanza di almeno uno o due metri dal letto, preferibilmente su una scrivania o una mensola lontana dal materasso e mai sotto il cuscino o sul comodino. Questa distanza funziona come una barriera fisica e psicologica, trasformando il gesto automatico di afferrare il dispositivo in un’azione consapevole che richiede alzarsi dal letto. Questo piccolo sforzo è spesso sufficiente a scoraggiare i controlli notturni e a prevenire la frammentazione del sonno.
Molti utenti che hanno adottato questa abitudine riportano un miglioramento significativo: non solo dormono meglio, ma al risveglio si sentono più riposati e meno tentati di procrastinare il momento di alzarsi. La sveglia, infatti, suonando lontano dal letto, richiede un gesto intenzionale per essere spenta, riducendo il ricorso al “snooze” ripetuto.
Come organizzare la camera da letto per favorire il riposo
Un passo fondamentale è individuare un’area fissa in cui lasciare il telefono in ricarica, mantenendola costante anche durante il giorno per evitare la tentazione di riportarlo vicino al letto la sera. L’attivazione di modalità “non disturbare” o “aereo” a orari prestabiliti aiuta a eliminare interruzioni luminose e sonore che interferiscono con il sonno.
È importante evitare errori comuni, come l’uso di cavi troppo corti che tendono a far scivolare il telefono verso il letto o il posizionamento del caricatore in luoghi chiusi e poco ventilati, che possono aumentare il rischio di surriscaldamento. Nonostante non sia semplice modificare abitudini consolidate, anche solo spostare il telefono di pochi passi può fare una grande differenza nella qualità del sonno e nel benessere generale.








